TECNICA #4: LA METACOGNIZIONE

Ecco la tecnica #4 su come migliorare lo studio di tuo figlio.

Questa tecnica riassume e riprende tutte le precedenti, rendendole concrete e modulabili a seconda delle esigenze.

La metacognizione consiste nell’essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri processi mentali. Per spiegare meglio, possiamo affermare che la didattica metacognitiva è una modalità di insegnamento che trasferisce agli studenti l’abitudine a ragionare sulle proprie prestazioni di apprendimento, a valutare i propri risultati e a scegliere le strategie più adatte ad ottenere i risultati voluti.  Insomma, la metacognizione permette di imparare ad imparare.

Detto questo, è chiaro che ciò è davvero molto di più di quello che spesso i ragazzi imparano davvero. Ma veniamo ai dettagli.

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L’ESPERIMENTO

Nel 1993 Nelson sottopose dei gruppi di studenti al JOL, un paradigma di giudizio dell’apprendimento (judgment of learning). In sostanza, chiese agli studenti di imparare coppie di vocaboli e di valutare poi il proprio apprendimento. La valutazione consisteva, senza entrare in maggiori dettagli, in giudizi di “alto” e “basso” apprendimento, come ipotesi fornita dagli studenti stessi.

Come ormai avrai capito, l’esperimento prevede sempre diversi gruppi di valutazione, tra cui un gruppo di controllo. In tal caso ai gruppi di studenti furono assegnate le seguenti diverse condizioni:

  • ad un gruppo veniva dato tempo ulteriore per studiare le coppie di vocaboli a cui avevano attribuito un JOL “basso”;
  • ad un gruppo veniva dato tempo ulteriore per studiare le coppie di vocaboli a cui avevano attribuito un JOL “alto”;
  • al gruppo di controllo veniva dato tempo ulteriore per studiare metà delle coppie di vocaboli a cui avevano dato un JOL “basso”, e metà di quelle a cui avevano dato un JOL “alto”.

Il RISULTATO

Il gruppo che aveva ristudiato le coppie con JOL basso ebbero prestazioni migliori degli altri gruppi in successive prove di valutazione. Cosa significa tutto ciò?

Gli studenti in grado di capire ciò che non hanno appreso bene sono quelli che riescono ad adottare strategie che poi le avvantaggia nello studio stesso.

LE FALSE CREDENZE DEGLI STUDENTI (E NON SOLO)

Sappiamo molto bene (tecnica #1 e soprattutto tecnica #2) che la rilettura NON E’ una modalità efficace per migliorare l’apprendimento. Eppure, moltissimi studenti ripassano il materiale di studio rileggendo, non rendendosi conto che non stanno aggiungendo alcuna rielaborazione che contribuisca ad una profonda ritenzione dei concetti. Ma sopratutto, la rilettura porta ad un bias cognitivo fondamentale, un errore di valutazione del proprio apprendimento che si basa sulla facilità con cui il materiale riletto appare familiare e sembra, quindi, appreso.

Se gli studenti non si esaminano, e continuano a studiare (e rileggere), considerando il materiale come “facile” o “appreso”, avranno solo l’impressione di conoscerlo, ma al bisogno non saranno in grado di esporlo nei dettagli. Infatti durante lo studio il loro giudizio sulla conoscenza appresa è sempre sovrastimato rispetto alla realtà.

E’ necessario, quindi, che il giudizio sull’apprendimento venga dato dopo lo studio, a distanza di tempo, anche breve, e attraverso modalità diverse dalla rilettura.

Sappiamo infatti che se quello stesso materiale, invece che essere riletto, venisse richiamato in modo autonomo, lo studente potrebbe ben rendersi conto delle effettive difficoltà nel richiamo, portando ad una oggettività di giudizio sull’apprendimento, che sarebbe, pertanto, maggiormente veritiero.

Va da sè che per valutare con accuratezza l’apprendimento è necessaria quindi una prova (può coincidere con i test del testing effect di cui ti ho parlato nella tecnica #1).

Gli studenti non se ne rendono conto e adottano la rilettura come strategia di ripasso, ma sopratutto spesso non si soffermano a valutare il proprio apprendimento, dando un giudizio allo stesso e reagendo rispetto a tale giudizio mettendo in campo strategie diverse per ottenere risultati migliori.

L’uso ragionato di diverse strategie di studio e organizzazione del tempo deriva direttamente dalla metacognizione: se lo studente non ritiene alto il proprio apprendimento ne valuta le cause, riorganizza le attività, cerca modalità diverse per approcciare il materiale, rivaluta a più riprese la propria prestazione. In questo modo diventa consapevole delle proprie capacità e dei propri tempi, dei punti di forza e di quelli deboli, e inizia ad utilizzare a suo vantaggio tutte queste conoscenze.

Uno studente che non si autovaluta non ha una visione veritiera della sua potenziale prestazione di studio, e tenderà sempre a perseverare, nel tempo, con le modalità di studio fino a quel momento utilizzate, facendone un eccessivo affidamento anche quando i risultati non sono oggettivamente positivi. Uno studio di Hacker, 2008, rivela in fatti che gli studenti più scarsi a scuola sono anche quelli che dimostrano troppa fiducia nelle strategie che utilizzano.

COME UTILIZZARE LA METACOGNIZIONE PER MIGLIORARE LO STUDIO DI TUO FIGLIO

Perchè vi sia un reale apprendimento significativo è necessario che le autovalutazioni diventino parte delle strategie di studio, ed anche delle strategie didattiche adottate nelle scuole. Chi meglio degli insegnanti può portare gli studenti ad adottare routine di studio che prevedano l’autovalutazione?

Anche a casa, lo studio non può consistere solo nella lettura e ripetizione del materiale. Un auto-giudizio deve essere l’ultimo passo della sessione di studio.

Va da sè che più saranno le strategie di studio e organizzazione che lo studente avrà nel proprio bagaglio, più gli sarà possibile scegliere tra esse quelle che fanno al caso suo in ogni specifica situazione.

Come affermano De Beni, Carretti, Moè e Pazzaglia, docenti di Psicologia presso l’università di Padova nel loro testo “Psicologia della personalità e delle differenze individuali” (Il Mulino):

Le strategie costituiscono un’importante fonte di differenze individuali nell’apprendimento, al punto che è proprio nell’insieme delle strategie messe in atto nel processo di studio e nella loro efficacia che sta la chiave del successo.


Leggi le altre tecniche:

TECNICA #1: LA PRATICA DI RECUPERO TRAMITE TEST

TECNICA #2: IL RECUPERO DILAZIONATO

TECNICA #3: L’ALTERNANZA DI CONTENUTI

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